I primi anni di esistenza

L'Unione Calcio Sampdoria nasce il 12 agosto del 1946, dalla fusione fra le due società genovesi Andrea Doria e Sampierdarenese. Le due squadre erano già state iscritte in Serie A, quindi la Sampdoria ereditò la categoria, potendo subito giocare nel massimo campionato italiano. Il primo presidente ufficiale fu Piero Sanguineti, mentre il primo allenatore fu Giuseppe Galluzzi. Il primo campionato disputato dai blucerchiati fu quello del 1946-1947, in cui la Sampdoria si piazzò al decimo posto. Per circa venti anni i genovesi giocarono costantemente in Serie A, con risultati alterni, di cui il migliore nell'annata 1960-1961, in cui ottenne il quarto posto nel campionato. La Sampdoria si qualificò sedicesima nel 1965-1966, retrocedendo in Serie B per la prima volta nella sua storia. Tuttavia, l'anno dopo vinse ilcampionato cadetto e tornò subito in Serie A.

Gli anni d'oro

Partecipò così alla prima edizione in assoluto di un nuovo trofeo, la Supercoppa Italiana nel 1988 contro il Milan campione d'Italia, con esito negativo; i rossoneri si imposero per 3-1 a San Siro. Anche l'anno successivo, riuscì a mantenere la coccarda della Coppa Italia 1988-1989 sulla sua maglia, sconfiggendo in finale il Napoli di Maradona; all'andata vittoria a Napoli degli azzurri per 1-0 e a Cremona (stadio di casa dove giocò la Sampdoria perché lo Stadio Luigi Ferraris di Genova era in ricostruzione per i Mondiali di Italia '90) vittoria per 4-0 dei blucerchiati con reti realizzate da Gianluca Vialli,Toninho Cerezo, Pietro Vierchowod e Roberto Mancini. Poté così nuovamente partecipare alla Supercoppa italiana nel 1989, perdendo anche questa volta, con l'Inter per 2-0 allo stadio San Siro. I blucerchiati, dunque, qualificati per la Coppa delle Coppe 1988-1989 riuscirono ad arrivare, in questa competizione, allo loro prima finale europea, giocando contro il Barcellona a Berna dove gli spagnoli si imposero per 2-0 con reti di Julio Salinas e di Luis María López Rekarte.

 

L'anno dopo la Sampdoria vinse lo scudetto del campionanto 1990-1991, il primo della sua storia, raggiungendo quota 51 punti con un distacco di +5 sulle due squadre milanesi. Inoltre, raggiunse nuovamente la finale della Coppa Italia 1990-1991, venendo sconfitta dalla Roma (vittoria giallorossa aRoma per 3-1 e pareggio di 1-1 a Genova). Sempre contro i giallorossi della Roma, comunque, vincerà la Supercoppa italiana poco tempo dopo nel 1991, con il risultato di 1-0 nella partita singola disputata a Genova con rete di Roberto Mancini.

Nel 1991-1992 arrivò in finale della Coppa dei Campioni (vecchia edizione dell'attuale Champions League) dove, ai tempi supplementari contro il Barcellona, i doriani vennero sconfitti per 1-0 con rete di Koeman su una punizione a favore degli spagnoli; in quella serata del 20 maggio del 1992 a Wembley, si registrò l'esodo di quasi 30.000 sampdoriani[6].

Il principale autore di questi successi fu il presidente Paolo Mantovani che, grazie anche all'aiuto del direttore sportivo dell'epoca Paolo Borea, riuscì a creare un mix vincente di campioni, giocatori di esperienza, giovani emergenti e validi comprimari. Su tutti si ricordano: Gianluca Pagliuca, Pietro Vierchowod, Toninho Cerezo, Attilio Lombardo, Roberto Mancini, Gianluca Vialli (questi ultimi due soprannominati i gemelli del gol), Moreno Mannini, Marco Lanna, Luca Pellegrini, Fausto Pari, Giovanni Invernizzi, Srečko Katanec, Giuseppe Dossena e Fausto Salsano. La conduzione tecnica della squadra fu affidata all'allenatore serbo Vujadin Boškov, mentre come allenatore in seconda dal 1986 al 1992 ci fu Narciso Pezzotti.

Gli anni novanta: ultimi successi e declino

Dopo sei anni, nel 1992-1993, Vujadin Boškov lascia la panchina dei blucerchiati e al suo posto arriva l'allenatore svedese Sven-Göran Eriksson, mentre dopo otto anni con i doriani, Gianluca Vialli si trasferisce alla Juventus. Il 14 ottobre 1993 il presidente Paolo Mantovani scomparve e la società passò sotto la guida del figlioEnrico.

Nella stagione 1993-1994 la Sampdoria (con gli arrivi in squadra di Ruud Gullit, Vladimir Jugović e David Platt) arrivò al terzo posto in campionato rimanendo per numerose giornate in lotta per lo scudetto. Il 20 aprile 1994 la Sampdoria vinse la Coppa Italia 1993-1994, la quarta nella sua storia, battendo l'Ancona(sconfitto con un 6-1 a Marassi dopo lo 0-0 dell'andata). Giocherà poi la finale di Supercoppa Italiana nel 1994 a Milano, persa ai calci di rigore con risultato finale di 5-4 in favore dei rossoneri del Milan, che riuscirono a strappare il pareggio e quindi i supplementari all'83' grazie a una rete del fresco ex Ruud Gullit. Nella stagione 1994-1995, arrivarono Walter Zenga, Sinisa Mihajlovic e ritornò Ruud Gullit. In campionato la squadra ottenne l'ottavo posto. La Sampdoria, qualificata per l'edizione della Coppa delle Coppe 1994-1995 grazie al trionfo in Coppa Italia, arriverà in semifinale (dopo aver battuto a Oporto il Porto ai calci di rigore nei quarti di finale) dove perse contro l'Arsenal alla lotteria dei rigori.

Nella stagione 1995-1996, la società acquista Clarence Seedorf, Christian Karembeu e rientra dal prestito il giovane Enrico Chiesa. La stagione si concluderà ancora con un ottavo posto per i blucerchiati. La stagione 1996-1997 vedette gli arrivi di Vincenzo Montella e del centrocampista Juan Sebastian Veron; al termine del campionato la squadra conquistò il sesto posto in classifica. Da segnalare che questa fu l'ultima stagione con la maglia blucerchiata di Roberto Mancini[7].

Nella stagione 1997-1998 sotto la Lanterna arrivarono Alain Boghossian, Jürgen Klinsmann e a gennaio arrivò Giuseppe Signori; mentre come guida tecnica, Vujadin Boškov subentrò al tecnico argentino Cesar Luis Menotti. A fine stagione i genovesi arrivarono noni in campionato. Dopo questi anni di successi e soddisfazioni, per la Sampdoria vi fu un periodo di flessione; nella stagione 1998-1999, con la squadra che iniziò la preparazione anticipatamente vista la partecipazione all'Intertoto e nell'annata in cui l'allenatore Luciano Spalletti venne esonerato (in favore del duo Platt-Veneri) per poi essere richiamato, la squadra retrocedette in Serie B dopo diciassette anni consecutivi in Serie A: il 16 maggio 1999 a Bolognacontro i felsinei, i blucerchiati, furono condannati alla retrocessione dopo il pareggio per 2-2 al triplice fischio (la Sampdoria aveva bisogno dei tre punti per andare a giocarsi lo spareggio salvezza contro il Perugia).

Gli anni duemila: Serie B e rinascita

Retrocessa dunque in Serie B, la Sampdoria sfiorerà la promozione ottenendo nella stagione 1999-2000 (allenatoreGiampiero Ventura) e 2000-2001 (allenatore Luigi Cagni) due quinti posti, mentre nella stagione 2001-2002, quando Luigi Cagni venne esonerato in favore di Gianfranco Bellotto, si ritroverà a lottare per la salvezza, riuscendo a salvarsi. Nel 2002, la società viene acquistata dall'imprenditoregenovese Riccardo Garrone, che affida la costruzione della nuova rosa al direttore generale Giuseppe Marotta. La Sampdoria, al termine dellastagione 2002-2003 (allenatore Walter Alfredo Novellino) ottiene la promozione in Serie A.

Il ritorno in Serie A, le partecipazioni in Europa e la settima finale di Coppa Italia

Così nella stagione 2003-2004 la squadra genovese, tornata nella massima serie, si piazza all'ottavo posto rimanendo per buona parte della stagione in lotta per un posto in Coppa UEFA. Nella stagione 2004-2005 la squadra manca la qualificazione in Champions League, arrivando al quinto posto a un solo punto dall'Udinese.

La stagione 2005-2006 è caratterizzata dallo scoppio del caso Calciopoli che segnerà la classifica finale nella quale la Sampdoria risulterà ufficialmente dodicesima. Nella stagione 2006-2007 (stagione in cui Francesco Flachi fu squalificato per due anni perché fu trovato positivo alla cocaina in un test antidoping durante la stagione in corso) i blucerchiati si piazzano al nono posto e ottengono la qualificazione all'Intertoto.

La stagione 2007-2008 vede dopo cinque anni il cambio di guida tecnica passando da Walter Alfredo Novellino a Walter Mazzarri e l'arrivo di giocatori comeClaudio Bellucci, Vincenzo Montella (per questi ultimi due si trattò di un ritorno) e di Antonio Cassano; la Sampdoria si guadagna il sesto posto rimanendo per buona parte di stagione in lotta per il quarto posto. Nella stagione 2008-2009 la squadra pur riuscendo a superare il girone di Coppa UEFA 2008-2009 e a raggiungere, per la settima volta nella sua storia, la finale della Coppa Italia 2008-2009 persa ai rigori con la Lazio dopo l'1-1 dei tempi regolamentari, in campionato non riesce a mantenere il livello della stagione passata e si piazza al tredicesimo posto. Da segnalare l'arrivo, nel calciomercato di gennaio, dell'attaccante Giampaolo Pazzini.

La qualificazione ai preliminari di Champions League e la quarta retrocessione in B

Nella stagione 2009-2010 la Sampdoria rinnova la squadra e arriva Luigi Delneri come allenatore; in estate avvengono molti nuovi acquisti e vengono confermati i pilastri Gastaldello,Palombo, Cassano e Pazzini.

La squadra parte a razzo ottenendo nelle prime sei partite cinque vittorie riuscendo a rimanere per circa un mese e mezzo in testa alla classifica; poi arrivarono risultati altalenanti fino a giungere a una crisi di risultati che porta la squadra, nel mese di dicembre, nella parte bassa della classifica. La partita della svolta avviene il 24 gennaio a Udine (con l'esclusione per alcune giornate di Antonio Cassano dalla squadra da parte di Luigi Delneri) dove la Sampdoria si impone per 3-2 e dà il via a una serie positiva di risultati che si concluderà con la vittoria interna, nell'ultima giornata di campionato, del16 maggio contro il Napoli per 1-0. La Sampdoria al termine della stagione otterrà il quarto posto che aveva sfiorato anni prima, il quale varrà l'accesso ai preliminari della UEFA Champions League 2010-2011, competizione disputata l'ultima volta nel 1992 dai blucerchiati.

Il 17 maggio 2010, il direttore generale Giuseppe Marotta, lascia la Sampdoria dopo otto anni (per andare alla Juventus)[8]. Al suo posto arriva Sergio Gasparin, che si dimetterà a dicembre dello stesso anno per forti divergenze con la società blucerchiata[9].

Nella stagione 2010-2011 la Sampdoria assume come allenatore Domenico Di Carlo, che verrà esonerato il 7 marzo 2011 in favore di Alberto Cavasin. Persi i preliminari della UEFA Champions League 2010-2011 contro i tedeschi del Werder Brema (sconfitta a Brema per 3-1 e inutile vittoria a Genova dei doriani per 3-2), esce anche dall'Europa League nella fase a gironi. In campionato, dopo un girone di ritorno con pochi punti totalizzati, la squadra retrocede in Serie B con una giornata di anticipo dopo otto stagioni in massima serie. Da segnalare che, durante la stagione, vennero ceduti Antonio Cassano (prima messo fuori rosa per cause disciplinari e poi ceduto)[10] e Giampaolo Pazzini.

Promozione immediata e ritorno in Serie A

Per la stagione 2011-2012 viene ingaggiato come allenatore, dal nuovo direttore sportivo Pasquale Sensibile, il mister Gianluca Atzori che verrà esonerato il13 novembre 2011[11], in favore di Giuseppe Iachini[12]. Al termine della stagione, la squadra si piazza al sesto posto[13] qualificandosi matematicamente, con due giornate di anticipo, ai play-off del campionato 2011-2012[14]. La Sampdoria vincerà i play-off, eliminando prima il Sassuolo in semifinale e poi il Varese in finale, conquistando così la promozione in Serie A dopo un solo anno in serie cadetta.

Tornata in massima serie nel 2012-2013, la società ingaggia come nuovo direttore generale e amministratore delegato[15] Rinaldo Sagramola[16], mentre come allenatore assume Ciro Ferrara, che verrà esonerato il 17 dicembre 2012, in favore di Delio Rossi[17]. Nello stesso giorno, si dimette il direttore sportivoPasquale Sensibile che viene rimpiazzato da Carlo Osti[18].

Il 21 gennaio 2013, scompare il presidente Riccardo Garrone[19]; il 28 febbraio viene ufficializzato Edoardo Garrone come nuovo presidente della società[20].

 

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